I.T.E.R Capitolo 1. Aosta e Cogne

camilla

Lunedì 30 giugno è un giorno speciale: la fine del mese del solstizio d'estate e l'inizio del viaggio esperienza I.T.E.R. Le nostre sveglie suonano presto, l'incontro dei partecipanti è fissato per le 8 di mattina in piazza Chanoux, ad Aosta. Siamo fortunati, il sole splende e il vento delle montagne è una dolce brezza estiva. 

Siamo un team eterogeneo, ma completo. Alla macchina da presa, Gael, il regista. E' lui a filmare i nostri passi tra le antiche pietre del Teatro Romano, nel centro di Aosta. Andrè è un valido aiuto regista, nonché esperto utilizzatore di social network. Grazie a lui le immagini della giornata si diffondono su Twitter, Instagram e sulla pagina Facebook “Voyage-Experience I.T.E.R”. Virginie ed io ci caliamo nel ruolo di giornaliste, impegnate a documentare il viaggio e raccogliere le testimonianze di viaggiatori e autisti. Nicola, studente di economia, raccoglie con attenzione i dati risultati dalle interviste, così da poterne ricavare grafici precisi ed efficaci.

All'autostazione di Aosta intervistiamo alcune persone in attesa del bus: sono quasi tutti residenti nella zona del capoluogo e utilizzano i mezzi quotidianamente. Sono soddisfatti del servizio autobus, ma lamentano carenze nel trasporto su rotaia e nei collegamenti con le valli.

Arriviamo a Cogne e ci rechiamo subito alla Fondation Grand Paradis, per effettuare l'accredito necessario all'utilizzo delle biciclette a pedalata assistita. Elenora Accurso ci assiste nella pratica: un documento di identità, alcune firme e l'impegno di restituire le bici entro le 24. Loro dormono bene solo in pensilina.
Mentre usciamo Luisa Vuillermoz, la responsabile della Fondation, ci invita a provare la novità dell'estate 2014: le mountain bike elettriche. Anche il sentiero più ripido diventa fattibile, senza troppa fatica. Pedaliamo veloci fino alle cascate di Lillaz, una meraviglia che si svela improvvisa agli occhi dei tanti turisti presenti lungo il facile sentiero. Giusto il tempo di scattare qualche foto e via, si torna a Cogne.

Ci fermiamo in centro per qualche domanda agli autisti delle navette gratuite e dei bus di linea: nel complesso sono soddisfatti del servizio che offrono, lamentano qualche mancanza nei mesi invernali, ma ritengono che ci siano stati progressi negli ultimi anni. I fruitori del servizio con cui parliamo sono soprattutto turisti stranieri: hanno trovato con facilità orari e fermate dei bus, l'unico problema riscontrato è la differenza tra giorni Festivi e Feriali, per loro poco chiara.


Al giardino botanico Paradisia ci aspetta Laura Poggio, che ci offre una breve panoramica della flora autoctona presente. L' ambiente naturale è ricreato con cura e alcune delle perenni sono presenti fin dalla fondazione del giardino, negli anni '30.

Torniamo alla Fondation, la giornata non può concludersi senza una visita al Museo della Miniera. Cogne ha ospitato per molti anni una miniera di magnetite, di cui la montagna è un immenso forziere. La vita dei minatori, seppure non molto lontana nel tempo, è un capitolo interessante della storia locale: il villaggio che li ospitava si trovava isolato, sulla montagna, il lavoro garantiva benessere, ma richiedeva grande fatica e sacrificio. La nostra guida, Emma Sebastiani, è stata davvero brava a ricreare la vita quotidiana dei minatori, aiutandosi con gli strumenti ben conservati raccolti nel Museo. Il primo giorno I.T.E.R si conclude con la visita della casa-museo Gérard-Dayné. Si tratta di una antica casa alpina ben conservata, che permette di scoprire come in passato si affrontassero i freddi mesi invernali, sfruttando il calore del fuoco e del bestiame e producendo grandi  scorte di cibo nei mesi caldi da conservare per lunghi periodi.

Cogne si è rivelata a noi come uno scrigno ricco di sorprese. Domani, si riparte. Giorno 2, siamo (quasi) pronti!