ITER Capitolo 4:Chamonix, Cluses, Morzine

camilla

Un dolce risveglio, i raggi di sole filtrano dalla tenda, che si apre come un sipario rivelando il maestoso Monte Bianco. Il sole splende, il cielo è terso: è ora di partire, la Francia ci aspetta.

Dopo meno di un’ora e mezza, siamo a Chamonix. Il simpatico autista del bus SAVDA ci concede un’intervista in cui, come molti suoi colleghi  definisce ottimo il servizio di trasporto, ma ammette di preferire la macchina per spostarsi nel tempo libero.

A Chamonix abbiamo previsto tre ore di sosta, per cominciare a conoscere gli utenti francesi in attesa alla Gare e per concederci un’avventura da brivido: la salita a Le Brevant. Una prima funivia porta in quota, poi una seconda grande cabinovia percorre un lungo tratto sospeso nel vuoto prima di raggiungere la meta, collocata su di un’imponente parete rocciosa. Il premio per i coraggiosi? Un’impagabile panoramica sul massiccio del  Monte Bianco.

CI concediamo il primo pranzo francese, quiche e dolci alla boulangerie, gustati  sulle panchine della piazza centrale.

Arrivati a Cluses, ci attende un’altra sosta di tre ore, questa volta non abbiamo scelta: solo tre pullman nell’arco dell’intera giornata portano a MOrzine, la nostra meta.

Decidiamo di esplorare il paese, un grande palco è stato collocato nella piazza centrale e alcune band stanno provando: questa sera comincia il festival Musique en stock, concerti gratuiti di artisti internazionali, fino a domenica.

Non possiamo fermarci, intervistiamo alcuni autisti e passeggeri in attesa alla Gare e partiamo alla volta della nostra destinazione odierna: Morzine.

Arriviamo alle 19.30: giusto in tempo per un’ottima cena a base di Raclette e Tartiflette!